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Come festeggiare la Prima Comunione
di Agata Amantia il 29/04/2015
Come festeggiare la Prima Comunione

Molti di noi hanno avuto l’ispirazione di prendere alla lettera le parole della Chiesa, laddove si intende il Sacramento della Prima Comunione come una promessa di fede e di amore verso il Signore. E in effetti, per i credenti, è così.  Con un piccolo, ma non insignificante particolare, ovvero che si tratta di un atto interiore, di una Festa dello spirito. Detto questo, è chiaro che dovremmo trovarci alla presenza di festeggiamenti dai toni, se non dimessi, molto intimi e semplici. 

Ma cavolo, come si può resistere alla tentazione, tutta terrena, di bardare la propria preziosissima figlioletta o il proprio straordinario rampollo, alla stregua di principesse e principini degni delle più belle fiabe di Perrault? Ecco allora che il significato profondo della Festa passa in secondo, terzo, quart’ordine, e le mamme si danno alla pazza gioia. E giù a cercare sontuosi paramenti, trine, gale, volants, plissé, e ancora nastri e fiocchetti e … strass. Sì, falsi brillantini a decorare abiti e scarpine e cerchietti e fermagli, che, alla fine, la povera piccola correrà il rischio di apparire più un lampadario con i pendagli di cristallo, invece che una soave comunicanda. Per i maschietti ci si limita e, al massimo, ci si sbizzarrisce nel colore della giacca (spesso corredata dal gilè damascato!!!) e nella camicia, qualche sbuffo settecentesco non manca mai.  E qui mi fermo, concedendomi un no comment sulle divise, pretese dagli istituti religiosi, che tramutano i bambini e le bambine in novizi e novizie, più che mai scatenati, sarà per l’imposizione dell’umile saio.

Allora, anche qui, cum grano salis. Ovvero un po’ di sale in zucca non guasta. Basterebbe tenere conto dei desideri dei bambini, spesso molto più pratici dei nostri, ricordiamo che per loro è una Festa seria sì, ma anche di gioco, di serena spensieratezza con compagni e compagne. Per il resto, libertà d’azione, sempre mantenendo un profilo essenziale. Bene al pranzo con catering, se rientra nel budget, o al ristorante; benissimo  a una colazione rinforzata, brioches, gelati, torte dolci e salate, patatine e tutti gli snack che, solitamente, sono tabù per i bambini, per una volta è lecito derogare alle regole ferree;  bene ai confetti e alle bomboniere ricordo, anche un cartoncino scritto dal bambino/a e confezionato con un mazzetto di spighe e una piccola foglia di vite, simboli del Sacro, andranno a fagiolo;  bene agli inviti riservati ai parenti più prossimi e ai compagnetti/e più cari dei festeggiati. 

Benissimo, per chi dovrà ricevere il regalo come per chi lo farà, una lista regali on line, che potrà essere consultata dal diretto interessato/a, cioè dal bimbo/a, il quale si divertirà a scegliere quello che più gli piace, magari sotto l’occhio vigile dei genitori.

Che ve ne pare, dunque? Possiamo avviarci con il giusto spirito alla celebrazione. E che Festa dell’innocenza sia!

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Autore
Ha amato il teatro, un tempo. Ne ha respirato l'odore acre della polvere e quello caldo della gente. Poi, per lunghi anni, ha fatto la mamma. Autrice di “Un gioco tra sorelle” ha diverse passioni tra cui la scrittura, Mimì (la gatta) e Matilda (la bassotta).

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