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Dress code per la seduta di laurea: 5 errori da evitare assolutamente per non rischiare una figuraccia
di Diana Pettinato il 11/05/2015
Dress code per la seduta di laurea: 5 errori da evitare assolutamente per non rischiare una figuraccia

Ci sono momenti nella vita di noi donne che restano impressi nella nostra memoria (e in quella dei nostri ospiti): battesimocomunionefesta di 18 annilaureamatrimonio.

Ma cos’è che hanno in comune tutti questi eventi? Naturalmente l’outfit scelto per l’occasione!

Scherzi a parte, al di là dei commenti che un vestito da sposa o un altro abito possono suscitare nelle “amiche” più cattive, ci sono errori (o orrori) che non dovrebbero essere commessi.
Per individuarli, ho scelto come esempio la seduta di laurea, momento in cui bisogna riuscire a fare un compromesso tra un bel look e un’occasione seria e “ufficiale”.

Ecco un elenco di quello che, secondo me, andrebbe assolutamente evitato:

1. Acconciature eccessive

A meno che non vi stiate laureando in Architettura, non credo sia il caso di ostentare un’opera architettonica sulla vostra testa, anche perché finirebbe comunque per assomigliare a un alveare sopra cui è passato un camion a tutta velocità.
Meglio lasciare i capelli sciolti o semiraccolti o raccoglierli del tutto con una coda di cavallo o una treccia.
Anche i boccoloni esagerati da pastorella non credo siano troppo adatti: vi state laureando, non state andando alla prima della Madama Butterfly.

2. Tacchi vertiginosi

Ricordatevi che dovrete percorrere lo spazio che separa la vostra sedia dalla commissione di laurea… Volete davvero rischiare di sembrare delle giraffone instabili o, nella peggiore delle ipotesi, di cadere?
Meglio delle zeppe (anche se alte sono sicuramente più stabili), tacchi comodi o dei bei sandali bassi.

Se però siete appassionate di alta quota, potete sempre portare come ricambio i vostri super tacchi del cuore per fare le foto e sfilare tra i vostri amici (che, anche se cadrete, vi faranno comunque un applauso).

3. Trucco da circo

No, infatti non siete né Moira Orfei né It il pagliaccio né compagnia bella.
Va bene che è il vostro grande giorno, ma appunto per questo sarete già al centro dell’attenzione, non c’è bisogno di spalmarsi sulla faccia un’intera tavolozza di colori (soprattutto visto che la maggior parte delle lauree si tengono la mattina o il pomeriggio).
Sbizzarritevi pure durante la festa, ma per quel fatidico giorno della seduta cercate di mantenere un aspetto più naturale possibile… Anche perché il rischio è che si rifiutino di darvi la vostra sudata laurea perché non vi riconoscono più!

4. Abito da prom party americano

Magari vi piace “Ballando sotto le stelle”, ma credo che bisognerebbe limitare a quelle occasioni (e poche altre) paillettes, strascichi e brillantini.
Confesso di essere anch’io vittima di un’insana passione da gazza ladra per tutto ciò che luccica, ma per ogni cosa ci sono un tempo e un luogo adatto. E lo stesso vale per i vestiti troppo corti o troppo scollati.
Per un’occasione del genere io vedrei bene pantaloni/gonna e una bella camicia o un teilleur (so che grida vecchiume, ma credo che se ne possano trovare molti giovanili e sfiziosi), da sdrammatizzare magari con una magliettina di un colore vivace.
Vale poi quanto detto in precedenza: alla festa potrete sbizzarrirvi, magari con un vestito davvero strampalato se organizzerete una festa a tema.

5. Accessori in esubero

Come ha detto Christian Dior (e direi che di lui possiamo fidarci): “L’eleganza deve essere la giusta combinazione di distinzione, naturalezza, cura e semplicità. Fuori da questo, credetemi, non c’è eleganza. Solo pretesa.”.
Ovviamente questo non contempla uscire di casa come un albero di Natale sovraccarico, anzi.
Quindi meglio togliersi dai polsi bracciali tintinnanti stile Esmeralda de “Il gobbo di Notre Dame”, orecchini che sembrano lampadari (io per prima li adoro, ma questa non è proprio l’occasione adatta per sfoggiarli) e naturalmente tutto quello che fa parte del campo semantico di diademi e tiare.
Sì, invece, alle perle (checché se ne dica, sono un classico che non muore mai)e ai punti luce.

Dopo la seduta, però, tutto quello che non avete potuto fare sarà concesso: datevi alla pazza gioia, festeggiate e divertitevi, che alla vostra lista regalo ci pensa Splitted!

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Autore
Catanese di nascita e di spirito, abita attualmente a Milano. Medico per vocazione, nel tempo libero si diverte a preparare dolci e a scattare foto, pubblicandole dopo su Instagram. Ha un'insana passione per le torte di mele, i cappelli, le tazze, il Natale e i viaggi. Ama leggere, andare alle mostre e guardare i film (anche se alla fine guarda sempre gli stessi). Punti fermi: la sua famiglia, i suoi amici e la voglia di sorridere sempre. Sogni nel cassetto: studiare a Parigi e aver un cane di nome Paul Anka.

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