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Esami non vi temiamo: 5 trucchi per sopravvivere alla sessione d’esami invernale
di Diana Pettinato il 11/01/2016
Esami non vi temiamo: 5 trucchi per sopravvivere alla sessione d’esami invernale

 

Giunti a questo punto dell’anno, quando le vacanze di Natale sono finite, i panettoni sono stati fatti fuori e l’Epifania tutte le feste ha portato via, ogni studente universitario che si rispetti si pone una domanda cruciale: come farò a sopravvivere a questa sessione d’esami invernale?
Per molti non sarà né la prima né l’ultima, ma, nonostante l’esperienza, di fronte a quella distesa di giorni, settimane, mesi forse, che dovremo passare a studiare, è inevitabile che ci venga un po’ (diciamo un bel po’) di depressione… Del tipo che a tutti balena in mente di mollare tutto e andare ad aprire un bar in Costa Rica.
Le sessioni invernali precedenti, però, aiutano in una cosa: con l’esperienza, è possibile identificare qualche trucchetto che può rendere più sopportabile le fredde e uggiose giornate di studio.

Eccovi quindi svelati i miei assi nella manica personali.

 

 

Dormire il più possibile

 

Chi dorme non piglia pesci, è vero, ma anche chi dorme troppo poco non è che possa concludere chissà quale impresa epica.
Quindi una delle buone azioni che cerco sempre di portare a termine durante un periodo di studio è quella di andare a letto presto, in modo da riuscire a dormire per un numero di ore sufficienti (quindi almeno 7, per quanto mi riguarda).
In questo modo, la mattina maledirò il mondo in cinese solo perché dovrò passare un'altra giornata a studiare, e non anche perché ho cento ore di sonno arretrato.
Anche perché, non so voi, ma io arrivo ad un punto in cui la mancanza di sonno mi rende impossibile capire qualunque cosa.
N.B. Ovviamente tutti questi buoni propositi non vengono poi mantenuti la notte prima dell’esame, che, si sa, rappresenta l’eccezione alla regola per eccellenza.

 

Ritagliarsi comunque del tempo per sè

 

Studiare è alienante, quindi ricavarsi del tempo per sé per dedicarsi ad altro e staccare la mente è fondamentale.
Concedetevi quindi una/due ore la sera, quando finite di studiare, per guardare un film, andare al cinema o a bere una birra veloce, per leggere un libro o per fare una telefonata a qualche amico.
Ognuno ha il proprio modo per staccare la spina, ma a tutti viene più facile affrontare una giornata pesante sapendo che alla fine, la sera, ci sarà una piccola ricompensa ad attenderci.

 

Circondarsi di persone positive

 

Il che non comprende persone ansiose, ansiogene, tristi, lamentose, che si scoraggiano o che semplicemente ci trasmettono vibrazioni negative.
La preparazione ad un esame è come la preparazione ad una battaglia: vi circondereste mai di persone deboli o disfattiste dovendo andare alla carica contro il peggiore dei vostri nemici?
Pensateci bene e scegliete con attenzione il vostro compagno di studi, perché sarà un legame che durerà a lungo!

 

Gioire per le piccole cose

 

Magari durante giornate normali in cui usciamo, vediamo gente e ci divertiamo non saremmo portati a gioire perché in TV trasmettono il nostro film preferito o perché il nostro nuovo bagnoschiuma ha un profumo che ci rilassa, ma durante giornate in cui a stento ci leviamo il pigiama e passiamo ore e ore a sottolineare, fare schemi e ripetere, direi che anche gioire per queste piccole stupidaggini può essere d’aiuto.
Durante una delle mie sessioni invernali più brutte mi aiutavo circondandomi di candele profumate e bevendo tisane rilassanti… Mi rendo conto che non è il massimo della vita e che nella normalità troveremmo queste cose anche un po’ sfigate, ma, nei momenti critici in cui sei ad un passo dallo strapparti tutti i capelli che hai in testa, vale comunque la pena provare.

 

Gratificarsi con qualcosa di buono

 

Dopo aver scoperto che “stressed” è “desserts” scritto al contrario, mi sono sentita autorizzata a riempire la mia dispensa delle peggiori porcherie in previsione della sessione d’esami di Gennaio. Questa rappresenta un magico momento in cui tutti i tabù delle diete sono concessi: pizza surgelata, nutella, biscottini, succhi di frutta, caramelle e tutto quello che in un kit di sopravvivenza per gli esami non può mancare. Alla faccia del dottor Dukan, della Weight Watchers e dei brufoli sul naso: tanto siamo chiusi in casa a studiare e nessuno ci vedrà per un bel pezzo!

 

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Autore
Catanese di nascita e di spirito, abita attualmente a Milano. Medico per vocazione, nel tempo libero si diverte a preparare dolci e a scattare foto, pubblicandole dopo su Instagram. Ha un'insana passione per le torte di mele, i cappelli, le tazze, il Natale e i viaggi. Ama leggere, andare alle mostre e guardare i film (anche se alla fine guarda sempre gli stessi). Punti fermi: la sua famiglia, i suoi amici e la voglia di sorridere sempre. Sogni nel cassetto: studiare a Parigi e aver un cane di nome Paul Anka.

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