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I 5 trucchi per studiare con facilità che in realtà non servono a nulla
di Diana Pettinato il 30/01/2017
I 5 trucchi per studiare con facilità che in realtà non servono a nulla

 

Possiamo tutti professarci onesti quanto vogliamo, ma la verità è una e una sola: quando ci troviamo davanti a un ostacolo, abbiamo tutti la tentazione di superarlo barando un po’. A chi non è capitato di copiare durante un compito in classe o durante un esame all’università, di saltare due cene prima di un controllo dalla dietologa o di indossare body modellanti per far finta di avere il fisico di Gigi Hadid?

Purtroppo, a volte funziona e a volte no e durante i miei anni di studio universitari ho capito a mie spese e con fatica che alcuni dei trucchi che mettevo in pratica per studiare faticando di meno in realtà non servivano a un bel niente, solo a perdere tempo. E dato che sappiamo tutti che il tempo, soprattutto sotto esame, è prezioso, ho deciso di condividere con voi quelli che per me sono stati i più fallimentari trucchi da studio.

 

Leggere un capitolo a voce alta, registrarlo e riascoltarlo

 

Quando? Luglio 2010, durante un’afosa sessione d’esami estiva.

Dove? Milano con 40° all’ombra.

Chi? Io in versione desperate student, con canottiera, pantaloncino fiorato e chignon casalingo perenne (e già chiamarlo chignon è un gran complimento).

Cosa: l’esame di Biochimica da preparare.

Perché? Perché non volevo studiare, ovviamente.

Così, ho pensato bene di registrarmi mentre leggevo e di riascoltarmi in vario modo (di giorno, di notte, in macchina, sotto la doccia), ma il risultato è stato solo e sempre uno: la Biochimica non sapevo e la Biochimica ho continuato a non sapere.

In più ho potato notare che la mia voce dall’esterno fa schifo, quindi mi sono anche depressa.

 

Cimentarsi nella lettura veloce selezionando solo i paragrafi salienti

 

Ahahah – bella battuta. Come se quando si deve preparare un esame ci fossero paragrafi che è possibile saltare.

Innanzitutto così facendo ho rischiato più volte di capire fischi per fiaschi, ma in più posso anche assicurarvi che, se e quando salterete un paragrafo, quello sarà il paragrafo su cui si baserà il vostro intero esame.

La lettura rapida non esiste, inutile cercare nel magico mondo di internet qualcuno che vi spieghi come fare.

 

Studiare al parco/al mare/in caffetteria

 

Molte delle mie storie fallimentari di studio sono cominciate con una delle seguenti frasi:

- “Oggi è una bella giornata di sole, quasi quasi me ne vado al parco per prendere un po’ di sole e fare il pieno di vitamina D”

- “Vado al mare e mi porto i libri, così bagnetto per rinfrescarmi e poi si studia”

- “Ho proprio sonno e non riesco più a guardare le pareti di casa mia, quasi quasi vado a studiare in caffetteria così mi sveglio un po’ con un buon caffè”.

 

Ovviamente tutti questi scenari idilliaci si sono sempre conclusi con me che cincischiavo tra l’erba, distesa su uno scoglio o mangiando una fetta di cheescake. Beato chi riesce a studiare in mezzo a persone che si divertono, io non ci riesco e anzi vengo colta da istinti omicidi.

PS anche studiare a letto per riposare un po’ la schiena è una pessima, pessima idea. A meno che il vostro obiettivo non sia dormire, allora in quel caso è un’ottima, ottima idea.

 

Fare una pausa studio ogni 45 minuti per riposare la mente

 

Peccato che nei 45 minuti “di studio” 15 li impiegherete per concentrarvi di nuovo, 15 per studiare e 15 per pensare a cosa farete durante la prossima pausa. Opzioni per riempire la pausa, messe in ordine crescente di improbabilità di tornare a studiare dopo: mangiare uno spuntino, fare una partita a Ruzzle, uscire a fare una passeggiata, guardare una puntata di un telefilm (questa è l’opzione più grave perché è ovvio che la prima puntata sarà seguiva da altre dodici).

 

Dormire con i libro sotto il cuscino, sperando che l’osmosi faccia il suo corso

 

Studiare materie scientifiche ti induce a pensare che, grazie all’osmosi, i concetti contenuti in un libro pieno potranno magicamente teletrasportarsi nella tua testa vuota mentre tu te la dormi beato.

Segue reperto fotografico tratto dalla preparazione dell’ultimo esame.

 

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Autore
Catanese di nascita e di spirito, abita attualmente a Milano. Medico per vocazione, nel tempo libero si diverte a preparare dolci e a scattare foto, pubblicandole dopo su Instagram. Ha un'insana passione per le torte di mele, i cappelli, le tazze, il Natale e i viaggi. Ama leggere, andare alle mostre e guardare i film (anche se alla fine guarda sempre gli stessi). Punti fermi: la sua famiglia, i suoi amici e la voglia di sorridere sempre. Sogni nel cassetto: studiare a Parigi e aver un cane di nome Paul Anka.

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