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Le 5 tipologie di coinquilino che nessuno studente fuorisede vorrebbe conoscere
di Diana Pettinato il 25/04/2016
Le 5 tipologie di coinquilino che nessuno studente fuorisede vorrebbe conoscere

 

Chi? Tu e i tuoi sogni infranti.
Cosa? Un coinquilino che non avresti mai voluto avere come tale.
Quando? Durante il già di per sé difficile periodo universitario.
Dove? In una città lontana lontana da casa tua e dal profumo di bucato merito della tua mamma.
Perché?
Ecco, questa è la domanda che alla fine ci si pone di fronte ad un coinquilino di merda, come oramai si è soliti definire questi individui. PERCHÉ?
Non so dare una risposta, forse è il karma, forse sono i peccati accumulati nelle vite passate da espiare, forse è solo sfortuna, fatto sta che durante la vostra vita universitaria potrà capitarvi di incontrare e dover dividere casa, bagno, cucina e ossigeno con il coinquilino che non avreste mai voluto avere.
Ma quali sono veramente le tipologie di coinquilino insopportabili che fanno nascere in noi istinti omicidi tali da farci somigliare a un T-rex che ha appena sbattuto il mignolo nello spigolo della vasca da bagno?


Il disordinato/il maniaco dell’ordine

Gli opposti si attraggono, direte voi, ma in questo caso gli opposti sono entrambi angoscianti ed egualmente fastidiosi, chi per un verso, chi per un altro.
Il disordinato è una tipologia di coinquilino odiata dallo studente universitario medio, mediamente ordinato, perché tipicamente il disordinato non lo è solo con le sue cose (che comunque invadono senza dubbio gli spazi comuni come un inarrestabile tsunami), ma lo è anche con le vostre: all’improvviso troverete il vostro caricabatterie dentro la dispensa, accanto ai maccheroni e agli immancabili sughi pronti, e il balsamo per capelli dentro il cassetto dei calzini.
Ha senso? No.
Potete farci qualcosa? No, perché tanto, anche se vi arrabbiate e lo sgridate, non potrete mai sovvertire questo concentrato di entropia che vaga nel vostro appartamento.
Si potrebbe quindi pensare al coinquilino maniaco dell’ordine come ad un irrealizzabile sogno nel cassetto, ma, nel momento in cui ce lo si trova davanti, ci si rende drammaticamente conto che il sogno è diventato un incubo: come pulisce lui, nessuno mai, è sempre armato di guanti, spugnetta e sgrassatore e ha come scopo nella vita quello di sbaragliare tutti i microbi presenti sulla faccia della terra. È il coinquilino che organizza gli immancabili turni di pulizia e che vi osserva con aria critica mentre voi svolgete il vostro fino al punto in cui i suoi lineamenti cominciano a somigliare a quelli di vostra madre. Rassegnatevi, non pulirete mai bene quanto lui vorrebbe.

 

Il fanatico della musica

 

Parte carico con l’iphone sparato a palla la mattina alle 7 mentre si prepara, per pranzo accompagnamento musicale mentre si prepara un piatto di sopraffina pasta col tonno, si studia con qualcosa di soft e alle 19 taaaac scatta il brano per l’happy hour. 
La cosa veramente grave è che è statisticamente provato che la sua musica preferita a te farà venire voglia di tagliarti le vene: tu ascolti musica classica, lui ascolta neomelodica napoletana, tu ascolti commerciale, lui ascolta metal, tu ascolti jazz lui ascolta elettronica, tu ascolti indie, lui ascolta Vasco Rossi.
E ovviamente canta pure.


Lo scroccone

Fa del “Me lo potresti prestare?” uno stile di vita.
Presta qua, prometti di restituirlo a breve là, ed ecco la facile vita dello scroccone.
La cosa più fastidiosa è che poi, quando servirà qualcosa a voi, lui sarà impossibilitato a prestarvela tipo perché “No, guarda, in questo momento non posso prestarti il phon perché mia nonna è morta e allora il mio cane si è mangiato i compiti che si erano bagnati perché gli alieni sono venuti a rapirmi”.
Di fronte ad una logica di ferro di questa portata come insistere?


I fidanzatini

 

Questa è la storia di come “aggiungi un posto a tavola” possa trasformarsi in “aggiungi un coinquilino abusivo in casa”.
I fidanzatini sbaciucchianti ci sono in ogni casa, e il loro sbaciucchiarsi scandisce il passare delle ore come un orologio a cucù.
Ma oltre a essere fastidiosi per la vista e per l’udito, sono fastidiosi per il portafogli, perché il fidanzato/la fidanzata finirà per bivaccare per giorni e giorni a casa vostra, utilizzando cibo, acqua, sapone, lavatrici, luce e il già citato prezioso ossigeno.
“Per quanti si divide la bolletta questo mese?”: bella domanda.
E il guaio è che cacciarlo/a via è impossibile, perché, ammesso che ci riusciate, la vostra punizione sarà quella di sorbirvi le lamentele del vostro coinquilino (quello vero) che non può stare lontano dal suo amore per 10 minuti, nonostante l’amore abiti a 500 m di distanza probabilmente. A questo punto, le ore saranno scandite dalle telefonate con frasi tipo “Mi ami? Ma quanto mi amiiii? Metto giù io? No, dai, metti giù tu” eccetera eccetera eccetera fino allo scaricarsi della batteria.
Ah, ovviamente la frase successiva sarà “Mi presti il telefono per fare un attimo una chiamata?”.

 

Il sociopatico

 

Secondo me è peggio un sociopatico che un festaiolo: il festaiolo puoi spegnerlo o puoi collaborarci, del sociopatico puoi solo avere paura.
Sta sempre chiuso in camera sua, mangia cose misteriose (tipicamente è tipo crudista frutta-pescetariano), non riceve mai visite, non lo senti mai parlare al telefono, sai a stento cosa studia e come si chiama. Il suo mezzo di comunicazione prediletto sono i post-it, anche se la maggior parte delle volte non comunica, e quando sei in casa spesso non sai se lui c’è oppure no.
È come un inquietante gatto che si aggira con fare felpato e ti spia nel buio in silenzio.
Aiuto.


Come sono stati i vostri anni da studenti fuorisede? Avete incontrato qualcuna di queste tipologie di coinquilino… O altre peggiori?
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Autore
Catanese di nascita e di spirito, abita attualmente a Milano. Medico per vocazione, nel tempo libero si diverte a preparare dolci e a scattare foto, pubblicandole dopo su Instagram. Ha un'insana passione per le torte di mele, i cappelli, le tazze, il Natale e i viaggi. Ama leggere, andare alle mostre e guardare i film (anche se alla fine guarda sempre gli stessi). Punti fermi: la sua famiglia, i suoi amici e la voglia di sorridere sempre. Sogni nel cassetto: studiare a Parigi e aver un cane di nome Paul Anka.

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