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Post-verità e fake news: gli ingredienti dell'ignoranza internauta
di Alessia Grimaldi il 28/07/2019
Post-verità e fake news: gli ingredienti dell'ignoranza internauta

 

Nella nostra era social e interconnessa siamo costantemente bombardati da informazioni, tanto che non ci è più possibile "disconnetterci". Anche se non vogliamo o non lo chiediamo siamo bersaglio di news da ogni parte del mondo. Smartphone, TV, computer: nessuno è immune.

 

Ma perché questo eccesso di notizie? Forse per sopperire a una vacuità di certezze?

 

 

 

 

I mass media in particolare hanno il potere di manovrare le emozioni in quanto confezionano servizi corredati di immagini - spesso manipolate ad hoc per scioccare o stupire - e sono sentiti come veicolo di verità, porta verso la consapevolezza, la conoscenza del mondo.

 

 

 

 

Non è un fenomeno certamente nuovo, da sempre si tenta di diffondere un pensiero facendo leva sulle emozioni.

Ma l'avvento di Internet ha ingigantito le cose. Tante, troppe persone hanno il potere di diffondere notizie e la verità appare sempre più sfuggente, irraggiungibile.

 

La logica del mercato (produrre ciò che vende) sembra essersi impossessata anche di Internet: anche qui bisogna parlare di quello che interessa, postare ciò che fa notizia, indipendentemente dalla fedeltà alla verità.

Nascono così le fake news, notizie false, costruite però ad arte per sembrare vere e attrarre un manipolo di seguaci creduloni.

È il fenomeno chiamato post-verità: la verità è irrilevante, si sceglie di credere a ciò che si adatta alla propria mentalità, ai propri dubbi e valori. Si preferisce ciò che fa comodo, che rassicura il proprio universo e non costringe a troppi arrovellamenti. L'attendibilità perde valore a favore del "condividi se sei indignato".

 

 


 

 

 

Il problema vero sorge quando questa cattiva informazione invalida secoli di scoperte scientifiche, negando l'evidenza di trattati e studi in nome di un post letto su Facebook.

Parlo del terrapiattismo, corrente che, com'è facile intuire, ritiene che il nostro Pianeta sia piatto. I sostenitori di questa teoria sono molto fermi nelle loro credenze, hanno risposte contrarie a ogni obiezione, argomentazioni incrollabili per sostenere la propria, personale verità. Perché di questo si tratta, di una verità individuale, che non si amalgama con verità ormai universalmente riconosciute.

Ma mentre la Flat  Earth  Society avversa la scienza in alcuni capisaldi ormai dati per certi, la corrente di pensiero davvero dannosa per i nostri giorni, che ribalta completamente i faticosi successi scientifici raggiunti, è quella anti vaccinista: negare l'importanza e l'imprescindibilità dei vaccini in virtù di un improbabile rischio per la salute mai testato, ma solo popolarmente supposto.

 

 

 

 

Insomma l'era dell'informazione libera e personale è un grosso problema in una società ancora molto ignorante, incapace di discernere realtà e fantasia, senza nessuna competenza in campo ma con la presunzione di diffondere verità alternative sulla base dei propri istinti e del sentito dire. Internet in loro mano diventa pericoloso.

 

Di certo, pero, è un errore addossare tutte le colpe all'ingenuità degli utenti e alla permeabilità della rete. Gli internauti hanno il potere di diffondere storie in partenza già costruite. Dietro queste fake  news si celano persone in carne e ossa, perfettamente consapevoli di stare diffondendo notizie false, ma semplicemente in cerca di una notorietà che solo una deviazione dal pensiero comune può dargli.

 

 

 

 

Comportamenti di questo tipo sono perseguibili come scorretti e l'universo digitale non esonera da tale destino. Il web non è uno spazio di libertà senza regole e senza conseguenze. Internet è perfettamente reale, e appunto tutto ciò che vi passa attraverso ci riguarda e ha ripercussioni sulla nostra vita.

La colpa non è del mezzo (neutro) ma dell'uso/abuso che se ne fa, più o meno consapevolmente.

 

La soluzione non è smettere di credere o di informarsi, ma ascoltare e fidarsi solo di quelle voci che hanno una certa autorità: un giornale di fiducia o una pagina Facebook affidabile che smascheri le finte notizie e apra gli occhi su ragionamenti fondati.

 

 

 

 

La soluzione, in definitiva, è la diffidenza, un sano scetticismo che renda l'utente costantemente vigile, curioso, sospettoso, che non gli faccia schiacciare in automatico il tasto "condividi", ma gli faccia venire dei dubbi sulla fonte di quell'informazione e lo costringa a indagare. La sconfitta delle fake news sono utenti più consapevoli.

 

 

 

 

 

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Autore
Nata in campagna e trapiantata in città, è una fervente amante delle metropoli contemporanee di grattacieli e possibilità. Una (quasi) laurea in Lettere, Alessia ha mille passioni e ne scopre di nuove ogni giorno. Ama leggere romanzi americani scritti bene, mangiare pizza e scoprire nuove band. Mal sopporta la banalità e finisce semprele frasi degli altri. È l’amorevole mamma di Daisy, un bulldog francese testardo tutto graffi e coccole. Nel tempo libero gestisce, insieme a suo fratello, la pagina Instagram Shotz of Italia sulle bellezze naturali del nostro paese, nata per gioco, ora fonte di soddisfazioni. Le sue doti multitasking entrano spesso in conflitto con le ventiquattr’ore giornaliere.

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