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Quando l’università ti cambia: 5 tipologie di studenti universitari sotto esame
di Diana Pettinato il 31/05/2016
Quando l’università ti cambia: 5 tipologie di studenti universitari  sotto esame

 

Vi ricordate di quando eravate persone gentili, simpatiche, divertenti, con degli amici e con degli interessi, tipo leggere, andare alle mostre, guardare i film?

Ecco, se siete studenti universitari sotto esame, dimenticatene.

Con cadenza regolare, almeno tre volte l’anno, arriva lo stupendo periodo conosciuto come sessione d’esami, pronto a togliervi anche l’ultimo briciolo di voglia di vivere (oltre ovviamente alla dignità, dato che per qualche settimana vi aggirerete in tutta, con la faccia piena di brufoli da stress e i capelli raccolti in un nido informe).

C’è però da dire che non tutti affrontano la sessione d’esami nello stesso modo, e negli anni ho accumulato una certa esperienza in materia, potendo quindi identificare almeno 5 tipologie di studenti universitari sotto esami.

 

L’ansioso

E = mc2, ma un’altra formula altrettanto famosa è studente universitario = ansia.

E non pensate che sia uno stereotipo senza fondamenta, perché anche chi si vanta di non essere mai stato ansioso, presto o tardi, verrà risucchiato in un vortice di pensieri angoscianti. Avete presente  quel formicolio che sentite alla pancia quando pensate che l’esame è tra una settimana e voi avete appena aperto il libro?

Ecco, quella è l’ansia.

Però non preoccupatevi, è una malattia temporanea che dovrebbe guarire non appena finirete l’università.

 

L’ottimista

Lui è l’unico esemplare che l’ansia non ce l’ha, che vive la vita in pieno stile hakuna matata, credendo che qualche evento soprannaturale farà in modo che passi l’esame anche senza aver studiato.

Perché fare oggi quello che puoi rimandare a domani, quando in giro ci sono così tante cose più interessanti da fare piuttosto che studiare?

Vive e lascia vivere, ma soprattutto, vive e lascia i libri a casa.

 

Il fantasioso

Colui che conduce la sessione d’esami con spirito ribelle, cercando di renderla meno brutta di quanto non sia.

Lui studia di notte, esce di giorno, non rinuncia all’aperitivo con gli amici, ma poi ripete mentre è sotto la doccia.

Non ha poi tutti i torti, perché in qualche modo bisogna pur sopravvivere a questo balordo periodo dell’anno, e dare un tocco fantasioso alle giornate, rendendole sempre diverse e non facendo mai quello che gli altri si aspetterebbero che tu facessi potrebbe essere un modo intelligente (anche se forse un po’ rischioso e stancante) per portare a casa qualche esame senza impazzire.

 

No, aspetta, non è vero, impazzisci ugualmente.

 

Il solitario

Negli anni ho vissuto molte sessioni d’esami, e ho sempre pensato che solo una cosa mi aveva trattenuta dal mollare e dall’andare a raccogliere arance per mestiere: i miei compagni di studio. Avere qualcuno accanto a te che condivide il tuo stesso destino è parte integrante e fondamentale della vita universitaria e soprattutto della preparazione degli esami, quindi rimango sempre un po’ interdetta quando vedo persona che preparano gli esami in solitudine.

Eppure questa razza esiste ed è anche abbastanza diffusa.

Ma come fate? Non vi piacerebbe scambiare due parole con qualcuno durante le dieci pause caffè che si fanno in una giornata o avere qualcuno accanto sulla spalla di cui piangere quando pensate che la vostra vita faccia schifo?

 

L’ossessivo compulsivo

Sveglia alle 7, colazione 7.06-7.24, alle 7.30 si comincia a studiare, con pausa dalle 11 alle 11.07… E così fino alle 23.30 a cui si va a dormire.

Si legge e si sottolinea, si schematizza, si ripete una volta guardando il libro e una seconda e una terza senza.

Per quanto queste persone mi sembrino pazze, un po’ mi piacerebbe essere come loro, perché l’organizzazione e la programmazione ti portano inesorabilmente al successo e ti privano, ove possibile, dell’ansia. Anche se certo, c’è da dire che vivere la propria vita con l’orologio che ti guarda male un po’ di ansietta me la darebbe.

 

Però ora vado, che sono già le 10.13 e ho solo fino alle 11.21 per finire il capitolo.

E voi che ci fate ancora davanti al computer? Andate a studiare e a guadagnarvi una laurea, perché dopo quella arriva il momento più bello di tutti: la festa di laurea.

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Autore
Catanese di nascita e di spirito, abita attualmente a Milano. Medico per vocazione, nel tempo libero si diverte a preparare dolci e a scattare foto, pubblicandole dopo su Instagram. Ha un'insana passione per le torte di mele, i cappelli, le tazze, il Natale e i viaggi. Ama leggere, andare alle mostre e guardare i film (anche se alla fine guarda sempre gli stessi). Punti fermi: la sua famiglia, i suoi amici e la voglia di sorridere sempre. Sogni nel cassetto: studiare a Parigi e aver un cane di nome Paul Anka.

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