Splitted magazine
5 segnali indice di stress cronico (a cui prestare attenzione per porre rimedio)
di Diana Pettinato il 07/02/2017
5 segnali indice di stress cronico (a cui prestare attenzione per porre rimedio)

 

Esami da preparare, ore di straordinario da fare, progetti da finire, orari da rispettare: queste sono solo alcune delle fonti di stress di studenti universitari e lavoratori, senza contare tutto ciò che non riguarda l’ambito università e lavoro (quindi armadi da ordinare, conti da pagare, famiglia a cui dare un minimo di conto e ragione eccetera eccetera). In realtà ognuna di queste cose nel suo piccolo non è causa di stress, ma lo diventa quando si somma a tutte le altre, rischiando di portarci a superare il nostro personale limite di sopportazione.

Se non sapete quale sia il vostro, buon per voi: vuol dire che non siete mai arrivati a superarlo. Ma se volete continuare così, evitando di raggiungere quel punto di rottura che potrebbe farvi fumare dalle orecchie, o se l’avete già raggiunto e volete evitare di rivivere quell’esperienza, dovreste prestare attenzione ai segnali indice di stress cronico, in modo da sistemare le cose (per quanto possibile) prima di esplodere.

 

Difficoltà a svegliarsi la mattina/Sentirsi stanchi anche se si è dormito a sufficienza 

Chi dorme non piglia pesci, è risaputo, ma in questo caso non si dorme e non si pigliano pesci lo stesso.

Se al risveglio vi ritrovate coi livelli di energia pericolosamente bassi, la colpa potrebbe essere del cortisolo: infatti, in caso di un eccesso di stress o di un possibile esaurimento, questo ormone viene prodotto in maniera sproporzionata dalle ghiandole surrenali, rendendo estremamente difficoltoso l'appuntamento mattutino con la sveglia e interferendo con un sereno riposo notturno. E purtroppo dormire poco o dormire male ci rende più nervosi e meno produttivi, andando ad alimentare un circolo vizioso da cui sarebbe meglio uscire prima possibile.

 

Soffrire di frequenti raffreddori e influenze 

In questo caso “la colpa” è dell'organismo, che si disinteressa del sistema immunitario per dare priorità agli ormoni dello stress (ad esempio il sopracitato cortisolo), rendendo quindi molto più difficile riuscire a combattere raffreddori e altre malattie e allungando al tempo stesso i tempi di guarigione. Anche questo, purtroppo, ci porta in un circolo vizioso in cui non riusciamo a portare avanti i nostri impegni perché non stiamo bene, stressandoci di conseguenza. L’unica soluzione è quindi cercare di ridurre lo stress (e fare una bella cura ricostituente).

 

Sviluppare una dipendenza da caffeina o zucchero

Quando i livelli di energia si riducono pericolosamente, caffeina e zucchero li ristabiliscono in modo rapido, rappresentando quindi la panacea ai momenti di down durante i pomeriggi di studio o i turni di lavoro interminabili. Ma nel caso in cui non si riesca a fare a meno di questi due aiutini per ricaricarsi, bisogna insospettirsi: questo può indicare che l'organismo difetta delle naturali riserve di energia e della capacità di gestire lo stress. Cominciamo quindi a contare quanti biscottini e caffè consumiamo al giorno e ipotizziamo come sarebbero le nostre giornate senza: verranno fuori scenari inquietanti.

 

 

Avere il ciclo irregolare

Questa è per le femminucce, ma è importante anche per i maschietti per capire la portata delle conseguenze che lo stress cronico può generare. Il fatto che l'organismo tenda a dare priorità agli ormoni dello stress anziché a quelli sessuali provoca uno squilibrio in questi ultimi, che può tradursi in cicli mestruali irregolari e spesso molto dolorosi, come pure accentuare la sindrome premestruale e persino causare l'infertilità.

 

Ridotta capacità di gestire situazioni stressanti

Quando lo stress è continuo e prolungato, la capacità dell'organismo di riuscire a gestirlo diminuisce inevitabilmente e considerevolmente, rendendoci così meno tolleranti ed elastici dinnanzi a particolari situazioni. Probabilmente è proprio questo che alla fine ci fa arrivare a un punto di rottura in cui non siamo più in grado di reagire, quindi bisogna intervenire prima che questo succeda, prendendoci del tempo per riposare e per riequilibrarci.

 

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Autore
Catanese di nascita e di spirito, abita attualmente a Milano. Medico per vocazione, nel tempo libero si diverte a preparare dolci e a scattare foto, pubblicandole dopo su Instagram. Ha un'insana passione per le torte di mele, i cappelli, le tazze, il Natale e i viaggi. Ama leggere, andare alle mostre e guardare i film (anche se alla fine guarda sempre gli stessi). Punti fermi: la sua famiglia, i suoi amici e la voglia di sorridere sempre. Sogni nel cassetto: studiare a Parigi e aver un cane di nome Paul Anka.

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