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Missione Ghostbuster: come sopravvivere a un coinquilino fantasma
di Marta Mangione il 31/10/2017
Missione Ghostbuster: come sopravvivere a un coinquilino fantasma

 

La vita di uno studente fuori sede non è mai facile, si è costretti a fare tutto da soli: cucinare, pulire, lavare, sistemare la stanza, tutte cose noiosissime. Poi diciamo la verità, la convivenza,  se non si è fortunati, può diventare un vero dramma. 

 

Ciononostante, ho sempre pensato che stare lontani da casa permette di vivere avventure incredibili. Ricordo ancora i tempi dell’università e ogni coinquilina con cui ho avuto a che fare (quella che non sorrideva mai, quella che mangiava solo roba cruda, quella che si faceva la manicure mentre cenava, un’altra che credeva a ogni cosa che le si raccontava) fino al giorno della laurea furono anni di risate a crepapelle!

 

Fu in quel periodo che mi capitò per la prima volta di avere a che fare con il mio primo spiritello: il famigerato coinquilino fantasma


Così mi trasformai in un acchiappa fantasmi e iniziai a raccogliere gli indizi che mi servivano per capire se avessi davvero a che fare con lui. 

 

Ecco 10 segnali infallibili per riconoscerlo: 

 

1. Non sai mai se è a casa 

2. Non capisci quando entra o quando esce 

3. Evita di fare qualsiasi genere di rumore 

4. Non lo incontri quasi mai e se lo incontri non ti guarda neanche in faccia

5. Parla poco e quando ti rivolge la parola lo fa per chiederti delle bollette 

6. Non risponde mai ai messaggi su whatsapp 

7. Non sporca mai il bagno 

8. A volte sembra che non mangi perchè non usa la cucina

9. Lo incontri al massimo una volta ogni 2 giorni

10. Potresti morire di crepacuore, perché in realtà sei tu che per lui non esisti. 

 

Analizzato il problema iniziai a progettare delle soluzioni per risolverlo, l’idea di convivere con un coinquilino "asociale" era terribile ed ecco quello che abbiamo fatto io, Giulia e Chiara. 

1. Per prima cosa abbiamo affrontato la situazione di petto, così abbiamo organizzato una riunione alle otto in punto di una sera prestabilita. In realtà più che una riunione sembrava che stessimo facendo una seduta spiritica: postura eretta, concentrazione, mani sul tavolo. 

 

2. Abbiamo chiesto espressamente al coinquilino fantasma di farci sapere (quantomeno) tutte le volte che fosse entrato e uscito da casa (giusto per non farci prendere un coccolone quando sentivamo rumore di passi nelle scale.)

 

3. Abbiamo iniziato a prendercene cura con amore, simpatia e dedizione cercando di coinvolgerlo in tutte le iniziative che facevamo in casa: feste, dolci, pause studio interminabili ecc 

 

Inutile spiegarlo: la fase tre della nostra missione Ghostbuster si è rivelata vincente!

 

Così abbiamo iniziato a conoscere meglio il nostro coinquilino fantasma, e superata la timidezza e la sua totale chiusura verso il mondo esterno, ci siamo divertite un sacco, la tipa era pure scherzosa, ironica e a tratti coinvolgente!


Non vi dico lo stupore dopo la mia festa di laurea, quando lessi il messaggio che aveva scritto nella bacheca della mia lista laurea online: “Grazie Marta, Giulia e Chiara, siete state preziosissime per me, senza di voi non ce l'avrei mai fatta!” 

 

 

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Autore
Laureata in Comunicazione, Storyteller per passione, Attrice, ma non di professione, Sportiva per scelta. Ama i libri e la letteratura straniera, vive d'arte e musica, da Dalì al Contemporaneo, dall'Elettronica attraverso il Reggae per approdare al Rock. Attenta alle politiche sociali, è da sempre una gran guerriera. In pochi la conoscono come appassionata di moda, ma sin da piccina insieme alla nonna teneva d'occhio lo stile.

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