Splitted magazine
Università e social: le 5 tipologie di studente universitario sotto esame viste tramite Facebook
di Diana Pettinato il 04/01/2016
Università e social: le 5 tipologie di studente universitario sotto esame viste tramite Facebook

 

È sempre un trauma, è sempre un shock: non si sa come, ma Gennaio è arrivato.
E con lui è arrivata anche la temutissima (e rognosissima) sessione d’esami invernale.
Credo che siamo tutti d’accordo nel dire che Gennaio è un mese cattivo e vendicativo: ci mette davanti a tutti i peccati che abbiamo commesso nei mesi precedenti, costringendoci ad espiarli studiando e mettendoci a dieta (digiuno?) dopo le feste.
Dico io, ma non si potrebbe eliminare dal calendario?
Ma magari c’è chi non la pensa così, perché, come per ogni cosa nella vita, il mondo è bello perché è vario. Magari c’è qualcuno a cui Gennaio piace (probabilmente perché c’è il suo compleanno), magari c’è qualcuno che non ha bisogno di mettersi a dieta dopo le feste (voglio conoscerlo e voglio che mi starnutisca in faccia per contagiarmi il suo metabolismo), magari c’è qualcuno che non odia così tanto studiare a Gennaio.
Mi sono convinta di ciò guardando come le diverse persone che conosco vivono questo (da me tanto odiato) periodo dell’anno, cosa che ho potuto fare grazie all’epoca in cui viviamo, l’epoca dei social, in cui viene dedicato un post su Facebook ad ogni acaro della polvere che passa a miglior vita, figuriamoci alle riflessioni profonde sullo studio.
E così noi di Splitted Magazine abbiamo individuato quelle che secondo noi sono le 5 tipologie di studente universitario sotto esame. Leggete e identificatevi!

 

 

L'ansioso

 

Ovviamente. Parlando di esami all’università, la parola ansia è imprescindibile.
Il soggetto preso in esame in questo caso, però, più che ansioso lo definirei ansiogeno. È quello che usa Facebook per dare libero sfogo alle proprie ansie, scaricandole così sui poveri ignari lettori dei suoi post, che, soprattutto se suoi compagni di università, cominceranno a maledirlo anche in cinese.
Ecco così post e immagini riguardanti il numero di pagine ancora da studiare, riguardanti quanto la vita fa schifo, e riguardanti l’ansia.
Parafrasando Charlie Brown, lo definirei con la frase “Anche le sue ansie hanno l’ansia!”.

 

Lo spavaldo

 

Opposto al precedente, odioso uguale.
È quello che se la vanta di non studiare e passare gli esami, di fare viaggi e passare gli esami, di andare alle serate e passare gli esami. E se non è lui a dirlo apertamente, sei tu che lo pensi, mentre da 5 kg di tuta e coperte fai fuoriuscire un dito per far scorrere sullo schermo del tuo smartphone le foto di lui/lei al mare, sulla neve, a Londra, a Roma o a Bangkok. Ti chiedi cos’abbia in più di te e le opzioni, alla fine, sono sempre le stesse: culo, raccomandazioni, intelligenza. E non so cosa possa renderci più tristi perché, in ogni caso, è un’ingiustizia.

 

Il burlone

Sdrammatizzare per non annegare, questo è il suo motto.
Ok, studiare è brutto, avere l’ansia è brutto, ma farcisi una risata sopra, ogni tanto, è bello. Via libera quindi a post nerd sulle cose che si stanno studiando, a foto di outfit pre-esame imbarazzanti, a descrizioni di cene sopraffine a base di pastina in brodo.
Questa è la mia casellina, la mia tipologia, e mi piace pensare di riuscire a strappare qualche sorriso (anche solo di compassione) a chi, in quel momento, è nella mia stessa situazione di disagio.

 

L'assente

È quello attivissimo tutto il resto dell’anno, che condivide foto, canzoni, post di vario genere, ma che improvvisamente durante il periodo degli esami sparisce nel nulla.
Forse pensa che praticando l’astinenza dai social, per qualche strano rito magico, l’esame andrà meglio, oppure effettivamente il tempo che perdiamo a farci i cavoli degli altri su Facebook potremmo investirlo in modo più proficuo?
Vi do un indizio: generalmente chi appartiene a questa categoria, alla fine, gli esami li passa.

 

 

Il telecronista

È il compagno di merende dell’ansioso, solo che è peggio, perché rappresenta un fastidio continuo, come la goccia che cade dal rubinetto in piena notte quando hai sonno.
Così, ogni volta che hai la malsana idea di schiacciare sulla tua app blu con f bianca, trovi un suo post, in cui aggiorna il mondo social dei suoi progressi con lo studio, con gli esami, con i voti (questo è il massimo dell’odio).
Io penso che una buona dose di “chi se ne frega?” prima e dopo i pasti potrebbe aiutarlo a guarire da questa brutta malattia.

E voi, a che categoria appartenete? Ce n’è sfuggita qualcuna?
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Autore
Catanese di nascita e di spirito, abita attualmente a Milano. Medico per vocazione, nel tempo libero si diverte a preparare dolci e a scattare foto, pubblicandole dopo su Instagram. Ha un'insana passione per le torte di mele, i cappelli, le tazze, il Natale e i viaggi. Ama leggere, andare alle mostre e guardare i film (anche se alla fine guarda sempre gli stessi). Punti fermi: la sua famiglia, i suoi amici e la voglia di sorridere sempre. Sogni nel cassetto: studiare a Parigi e aver un cane di nome Paul Anka.

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